Un racconto intimo di quello che è successo nelle parole di Sandra, che l’ha sostenuta per 16 anni
Olga oggi è una giovane donna di 24 anni. Quando Sandra e la sua famiglia hanno iniziato questa avventura forse non pensavano che l’avrebbero un giorno incontrata. Olga aveva 7 anni. I suoi genitori, non avendo un lavoro, non potevano permettersi di mandarla a scuola. Olga e la sua famiglia sono del Congo, arrivati in Sudafrica come rifugiati, non hanno avuto vita semplice come mai lo è quella del rifugiato.
“L’incontro con Olga questa settimana è stato per me sconvolgente, forse proprio perché tanto desiderato negli anni da aver preso, ormai, le forme di una chimera irrealizzabile.”, scrive Sandra – “ho ancora un po’ addosso l’agitazione di questa bellissima esperienza. Avete fatto, e state facendo, un grandissimo lavoro! Ho iniziato a seguire Olga nel 1998, quando aveva sette anni. È stata sempre una bravissima studentessa, con ottime valutazioni, seria e determinata”.
Oggi Olga vive a Yeoville, sobborgo di Johannesburg, con i genitori. Ha frequentato presso l’Università di
Johannesburg la facoltà di Ricerche di mercato e si è laureata nel 2013. Ha lavorato come assistente di produzione presso un’emittente televisiva. Le piace scrivere e ogni tanto riesce a pubblicare qualche articolo. Scrive articoli su vari soggetti per conto di un’organizzazione non profit e uno dei suoi pezzi è stato pubblicato su un importante sito web finanziario sudafricano. Considera questa esperienza molto utile per la sua formazione perché in qualità di ricercatrice potrebbe un giorno trovare un impiego come giornalista.
Olga, invitata al Convegno annuale del MAIS Onlus a Roma, ha raggiunto a Firenze Sandra e la sua famiglia. Ha finalmente conosciuto Agnese, la figlia di Sandra, sua coetanea.
“L’amicizia nata tra lei e mia figlia Agnese, è veramente qualcosa di molto bello. È un piacere vederle parlare e scherzare assieme. So che non è scontato. Parlo con amici e colleghi di altri casi di sostegno a distanza e sento che talvolta non c’è proprio modo di stabilire un rapporto personalizzato; come pure molti sono i casi di bambini di cui non si hanno più notizie, di cambiamenti continui del nome dello studente sostenuto”.
Olga è ora indipendente, ha finito i suoi studi e non ha più bisogno del sostegno del MAIS Onlus.
“L’esperienza di Olga – scrive Sandra – come quella degli altri ragazzi del MAIS che “ce l’hanno fatta”, ci racconta ancora una volta di quanto l’istruzione possa fare veramente la differenza e rappresentare la leva del cambiamento dell’intera vita di un individuo e quindi della sua famiglia e del suo gruppo sociale. Nel suo caso, poi, credo si possa dire con ancora più forza, perché Olga è una donna e anche perché proviene da una famiglia di rifugiati.”
E infine un ultimo pensiero è un ringraziamento di cui un po’ ci vergogniamo ma di cui andiamo anche fieri: “Grazie quindi, e ancora grazie, a tutto il MAIS Onlus: senza la vostra associazione tutto questo non sarebbe stato possibile. Noi sostenitori contribuiamo economicamente, ma riceviamo anche tanto in cambio. Solo con l’impegno, la motivazione, la costanza negli anni e la serietà di persone come voi, un semplice contributo economico si può concretizzare in risultati così straordinari”.